Dott Sergio Ettore Salteri, socio fondatore della Sezione Italiana del Collegio internazionale di Studi della Statica, medico posturologo

I rapporti condilari e la dinamica mandibolare risentono delle interferenze sistemiche, soprattutto della posizione del capo, della statica e della dinamica della colonna con i due tamponi, (scapolare e pelvico) che solitamente si mettono in torsione per compensare problematiche binoculari e/o podaliche e/o occlusali/deglutitorie e/o per patologie ‘particolari’ (microgalvanismi, cicatrici patologiche, scarpe sbagliate, piercing sul padiglione auricolare o in prossimità della cicatrice ombelicale,…) , provocando necessariamente da un lato compressione e dall’altro tensione a livello delle ATM  (Clauzade, Perez).

Normalmente in presenza di focolai irritativi dentali (denti e contatti mancanti, malocclusioni varie, …) gli input trigeminali anomali interferiscono con le performance della funzione visiva binoculare, spesso attraverso tensioni dei muscoli extraoculari.

Fig. 1: Precontatto e ipoconvergenza omolaterale.

Quando disturbi posturali interferiscono con un’occlusione ‘sana’ provocano dei precontatti  che non vanno trattati assolutamente in quanto conseguenza del disturbo posturale e non direttamente dell’occlusione ‘effettiva’: Perez ha dimostrato inoltre che in questi Pazienti vi sono differenze statisticamente significative nella dinamica condilare in posizione eretta rispetto alla posizione seduta per effetto del blocco torsionale del bacino presente, evidentemente, solo nella stazione eretta (Salteri). In questo casi ovviamente andrebbe riequlibrato e nuovamente engrammato l’assetto sagittale e frontale del Paziente attraverso un APPROCCIO POSTUROLOGICO INTERDISCIPLINARE ed INTERPROFESSIONALE.
Al contrario di quanto solitamente ritenuto le arcate non hanno solo una funzione masticatoria ed estetica, paradossalmente, ‘funzioni’ meno importanti a mio avviso rispetto a quella legata alla propriocezione e che a mio avviso è ben lontana dall’essere adeguatamente compresa, studiata e tenuta presente ogni volta che si ‘mettono le mani in bocca al Paziente’. Sono perfettamente consapevole di andare contro tutta l’ortodonzia ma dati sperimentali e test quotidiani di esclusione in stabilometria dinamica su bascula di Bessou mi portano ad affermare che la propriocezione vada ricercata nel e sul dente e non sotto o intorno al dente!

Fig. 2: L’esclusione di un contatto non funzionale ne esclude l’azione deleteria sul sistema e ottimizza il controllo posturale.

La propriocezione:
1. informa il sistema continuamente circa la posizione del capo durante la notte (e questo spiega il motivo per cui i disturbi occlusali danno sintomatologia soprattutto nella seconda metà della notte/risveglio)
2. interviene durante la masticazione con continui refresh che ‘guidano’ l’atto modificandolo in base alle caratteristiche del cibo stabilizzando contestualmente il capo e il capo rispetto al collo e al resto del corpo.
D’altro canto sorvolo sulle connessioni dei nuclei trigeminali ( qualsiasi buon libro di neurofisiologia ce le possono descrivere) ma che giustificano a pieno l’idea che mi sono fatto in questi anni sul fatto che l’ortodonzia è praticamente ‘neurochirurgia’ e come tale se non fatta in modo adegato porta gravi conseguenze sull’intero sistema: rimando in ogni caso ad un mio articolo “Mio caro dentista… occhio all’occhio” scaricabile al link http://www.posturology.org/it/bib-lavori .
L’utilità del TRATTAMENTO ORTODONTICO che rispetta la neurofisiologia e che ha ben presente che… la testa non è staccata dal corpo,  non si limita alla mera funzione estetica nè tanto meno a quella ‘masticatoria’ ma apporterà notevoli benefici all’intero sistema soprattutto attraverso il miglioramento indotto tramite il recettore visivo (oltre il 90% del cervello a vario titolo si occupa di occhi e visione!!!).

Purtroppo però il trattamento ortodontico stesso in corso d’opera costituisce uno stress praticamente inevitabile proprio per la funzione visiva stessa e, soprattutto in età scolare ma ad ogni età, può creare dei disordini tipo il disturbo di concentrazione ed attenzione attraverso disturbi di convergenza  e di asse oculare. :

Uno stress… necessario, indispensabile dal quale trarrà i maggiori vantaggi proprio la funzione visiva che lo ha maggiormente subito: recentemente la ricerca posturologica ha portato al RIPI-V, Riequilibratore Permanente ad Infrarossi ad Ingresso Visivo (www.ripisrl.it ) che, attraverso un materiale riflettente il lontano infrarosso che emette il nostro corpo,  è capace, oltre a prevenire e curare  disturbi d’asse (cd forìe) e ipoconvergenza, di minimizzare questa interferenza attraverso il rilassamento indotto sulla muscolatura extraoculare (Piras, Pavin, Ronchin).

Fig. 3: Il RIPIV annula l’interferenza dello stress ortodontico sulla muscolatura extraoculare

 

Fig. 4: Lo splintaggio altera la dinamica della colonna.

 

Fig. 5: Un bite non funzionale altera in modo grave il controllo posturale

I limiti della presente trattazione, assolutamente non esaustiva, ci portano solo ad accennare alle problematiche connesse con la Binocularità , problematiche che non protranno più essere ignorate.

La VISIONE BINOCULARE è profondamente integrata con tutto il sistema d’azione a partire dal  bambino e condiziona POSTURA, ABILITA’ e COORDINAZIONE MANUALE, INTELLIGENZA e persino PERSONALITA’.

L’ UNITA’ SENSITIVO MOTORIA (come Van Norten definiì l’occhio ne 1985) e le integrazioni cerebrali permettono la VISIONE FISIOLOGICA, che comprende tre grandi livelli principali (divisione secondo MADDOX) :

1 PERCEZIONE SIMULTANEA (ma non per questo fondo le 2 immagini)

2 FUSIONE (fondo le immagini a livello corticale in una sola)

3 STEREOPSI ( percepisco la tridimensionalità grazie alla ‘fisiologica’ discrepanza delle due immagini retiniche.)

In mancanza di visione fisiologica noi abbiamo:

  1. DIPLOPIA (magari inconscia in quanto compensata dal nostro SNC)
  2. SOPPRESSIONE

Il nostro SISTEMA VISIVO inoltre deve essere capace di rispondere in modo congruo (VISIONE PERCETTIVA) ai quesiti percettivi “dove è”  l’oggetto (SISTEMA OCULOMOTORIO che permette la  CONVERGENZA BINOCULARE) e “che cosa è” l’oggetto che si sta osservando (SISTEMA ACCOMODATIVO/VISUS, per la messa a fuoco e la determinazione dell’immagine) . E’ quindi il processo attraverso il quale si trae significato da ciò che si vede, la capacità di capire ed integrare ciò che si è visto con le informazioni ricevute tramite tutti gli organi sensoriali(Getman).

I focolai irritativi trigeminali e lo stress ortodontico provocano sia disturbi dell’asse oculare che ipoconvergenza ed indirettamente disturbi dell’accomodazione.

Lo STRESS ACCOMODATIVO produce ASTENOPIA (dal gr. ἀ privativo, σϑένος “forza” e ὄψ “vista”): stanchezza degli occhi, conseguenza di sforzi di accomodazione (astenopia accomodativa), o di tensione dei muscoli motori dell’occhio (astenopatia muscolare). Si manifesta (per produzione di cataboliti) con sintomi  che si accentuano sempre più nel lavoro dell’occhio, e non permettono di proseguirlo.

Il DEFICIT DI CONVERGENZA BINOCULARE produce (B.Bricot) disturbi ‘STRUTTURALI’ (laterocolia, torsione del cIngolo scapolare, limitata rotazione del capo) e producono disturbi che si presentano in condizioni nelle quali interviene maggiormente questa funzione, che io chiamo  ‘condizioni di criticità accomodativa’ con le varie combinazioni: LETTURA (con gli ormai riconosciuti disturbi della sfera attenzione/concentrazione/apprendimento durante la lettura), MOVIMENTO LATERALE , LUCI ARTIFICIALI , SERA , GUIDA , LOCALIZZAZIONE , TV/PC, ma anche diplopia (Duke-Elder S.; Passmore and MacLean; Kratka; Davies ), affaticamento degli occhi  (Kent et Al), visione offuscata  (affaticamento degli occhi / stanchezza generale, )  Passmore and MacLean; emicranie (Passmore and MacLean, Kent et Al )

LO STATO DELL’ARTE NEL TRATTAMENTO DELL’IPOCONVERGENZA

Il principale studio è stato fatto da  Scheimann M, GwiazadaJ (NON SURGICAL INTERVETIONS FOR CONVERGENCE INSUFFICIENCY: REVIEW. Copyright 2011. The Cochrane Collaboration. Published by John Wiley & Sons, Ltd): gli Autori, il 7 ottobre 2010, hanno utilizzato The Cochrane Library, MEDLINE, EMBASE, Science Citation Index, il metaRegister of Controlled Trials (mRCT) (www.controlled-trials.com) e ClinicalTrials.gov (www.clinicaltrials.gov), oltre ad una ricerca su liste di riferimento e riviste optometria. Sono stati presi in considerazione 6 trials ( tre nei bambini , tre negli adulti) con un totale di 475 partecipanti  e il risultato conferma le conclusioni già riportate  . In particolare si parla di 12 settimane di trattamento! (PMID:21412896[PubMed – indexed for MEDLINE])

NUOVE PROSPETTIVE (Salteri)

Le frequenze sono la voce dell’Universo, il linguaggio attraverso il quale il nostro corpo dialoga con il mondo che lo circonda: grazie ad una  particolare ceramica   possiamo utilizzare il linguaggio del LONTANO INFRAROSSO per RILASSARE LA MUSCOLATURA che muove i nostri occhi e favorirne la MASSIMA PERFORMANCE. Questa ceramica, oggi utilizzata in D.M. Classe I – CE (N. 1110186 del 12/3/2014),  è in grado di RIFLETTERE IL LONTANO INFRAROSSO (CNR Nanotecnologie- università di Pisa) che noi emettiamo senza produrre calore (ASSOCIAZIONE ITALIANA DI TERMOGRAFIA), senza provocare reazioni da contatto (ISTITUTO TESSILE COTONIERO e ABBIGLIAMENTO di Busto Arsizio – VA) e assolutamente sicuro per quanto riguarda la completa assenza di radioattività (ARPA Torino).

Fig. 6: Casi clinici di trattamento con il RIPIV

 

Fig. 7: test di convergenza prossimale per posizionamento del RIPIV

 

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